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Allergologia

CENTRO MEDICO DI PREVENZIONE, DIAGNOSI E TERAPIA DELLE MALATTIE DI INTERESSE ALLERGOLOGICO.

La direzione di questa nuova attività si avvarrà della collaborazione del dottor Mario Previdi specialista in Allergologia e Immunologia Clinica.

Il dottor Previdi ha coordinato il Dipartimento di Allergologia dell’Ospedale Buzzi di Milano, divenendo poi responsabile della Unità Operativa di Allergologia degli ICP (Istituti Clinici di Perfezionamento) di Milano e, infine, ha diretto l’U.O. di Allergologia Ambientale della Fondazione IRCCS Policlinico di Milano identificata come Centro di Riferimento Regionale di cui è tuttora consulente. Autore di oltre 140 pubblicazioni scientifiche è stato professore a.c. presso l’Università di Milano per l’insegnamento di Allergologia Ambientale e membro del Dipartimento di Allergologia della città di Milano.

L’attività clinica privilegerà i seguenti indirizzi:

• asma e rinite allergica 
• allergia e intolleranza alimentare
• orticaria acuta e cronica
• farmaco-allergia
• dermatiti da contatto
• malattie allergiche professionali

Gli esami di interesse allergologico

Nello studio delle  allergie respiratorie (raffreddore allergico, asma) le cutireazioni con gli allergeni ambientali (pollini, acari, micofiti e derivati animali) sono il primo passo per la diagnosi causale, in taluni casi il ricorso ad un esame del sangue (RAST) permette di confermare la diagnosi se necessario (pazienti con lesioni cutanee, in trattamento con alcuni farmaci, nei casi dubbi).

La farina di frumento, il lattice di gomma, i coloranti possono causare asma in alcune categorie professionali (panificatori, infermieri, parrucchieri).

Anche le allergie alimentari si diagnosticano con cutireazioni e RAST  anche se, in taluni casi, può essere utile aumentare la sensibilità del test cutaneo pungendo la cute dopo aver punto il vegetale fresco ed aumentare la sensibilità del RAST eseguendo il  test di attivazione dei basofili (BAT) che è un nuovo esame del sangue utilizzabile anche per talune intolleranze alimentari.

I test  per le farmacoallergie (test di tolleranza o test dose) sono da demandare a centri di secondo livello poiché possono comportare complicanze per il paziente mentre i test in vitro (RAST e BAT test) sono prescrivibili da centri ambulatoriali, meglio se collegati (ed è il nostro caso) a centri ultraspecialistici per l’ulteriore approfondimento diagnostico quando necessario (test dose). 

Diversamente da quanto si crede non sempre l’orticaria e il prurito sono causati da un’allergia, talora sono il primo segnale di una patologia internistica che è compito dell’allergologo sospettare e individuare. 

Le dermatiti da contatto si manifestano con lesioni eczematose della cute, ne sono esempio le dermatiti causate dalla bigiotteria nei soggetti allergici al nichel; le dermatiti da contatto interessano spesso anche alcune categorie di lavoratori come nel caso dei muratori, dei parrucchieri, dei metalmeccanici. Per la diagnosi si eseguono i patch test applicando sulla cute della schiena la sostanza sospetta a concentrazione nota, il test,  letto a 72 ore, risulta positivo se nella sede di contatto compare gonfiore e vescicolazione.

La diagnosi molecolare nelle allergie da alimenti vegetali

Il polline inalato può far sì che l’organismo riconosca anche negli alimenti vegetali molecole simili a quelle presenti nel polline che hanno causato l’allergia respiratoria (raffreddore allergico, asma).

Oltre la metà dei pazienti allergici alla betulla, per esempio, manifesta sintomi di allergia alimentare a molecole  presenti nella polpa di molti frutti (mela, pesca, albicocca, mandorla), molte verdure (sedano, finocchio, carota), molti semi e frutti col guscio (arachide, nocciola, soia, pisello, fagiolo).

Il guaio è che questi stessi alimenti hanno in comune anche altre molecole talora relativamente innocue come le profiline (anche queste presenti nei pollini) ed altre ancora che  possono  scatenare reazioni molto gravi (anafilassi, orticaria, asma) anche dopo cottura e trattamento industriale dell’alimento stesso. Tra queste molecole alcune (LTP) sono presenti nella buccia, altre (proteine di deposito) sono presenti  nei semi e nei frutti a guscio.

In conclusione soggetti allergici ad uno stesso frutto possono andare incontro a reazioni lievi, a reazioni gravi e anche molto gravi.

Il compito dell’allergologo, aiutato in questo dall’indagine molecolare di recente introduzione, è di discriminare tra forme di diversa gravità permettendo così al paziente di conoscere e di saper adottare con serenità dei comportamenti adeguati.

La cooperazione interspecialistica

L’allergologia non è una disciplina d’organo, è una disciplina di “confine”.

Di norma il medico specialista si occupa di un apparato specifico di cui ha “l’esclusiva” e da cui prende il nome così, ad esempio, l’epatologo studia il fegato, ecc.

L’allergologo invece si interessa delle reazioni immunologiche che possono interessare apparati diversi così come la cute, l’apparato respiratorio, gastroenterico, cardiocircolatorio; l’interesse dell’allergologo è quindi “di confine” con altre branche mediche e ciò fa sì che si debba confrontare e collaborare con altri specialisti. In particolare il dermatologo, e lo specialista ORL, ecc., necessitano spesso della consulenza allergologica e viceversa.

In questa ottica è consigliabile che in un centro polispecialistico si consideri l’opportunità di istituire un percorso per il paziente che necessita di una collaborazione interspecialistica evitandogli così di ricorrere a diversi specialistici con un impegno rilevante di tempo e di costi favorendo così l’integrazione clinica sul malato e fornendo al medico di famiglia un responso più completo ed un abbattimento dei costi.

La prevenzione

Per prevenire la comparsa di una malattia allergica dobbiamo intervenire impedendo la comparsa della “sensibilizzazione” e dei “sintomi”. La sensibilizzazione, cioè la capacità di produrre degli anticorpi contro le sostanze allergeniche (acari,pollini,etc) è solo il primo passo verso la malattia, è un passo importante perché non c’è allergia senza sensibilizzazione ma la sensibilizzazione non è ancora l’allergia.  Quindi ciò che bisogna fare è innanzitutto impedire la comparsa della sensibilizzazione e, poi, impedire che dalla sensibilizzazione si arrivi all’allergia vera e propria.

Come fare? La prima cosa da fare è di limitare l’esposizione. In passato si pensava che si ammalassero solo le persone predisposte indipendentemente dall’esposizione, oggi sappiamo che la carica allergenica svolge invece un ruolo fondamentale.  

Nel caso degli acari della polvere domestica noi sappiamo che sono sempre presenti nei materassi ma sappiamo anche che non vengono inalati se il materasso è racchiuso all’interno di una apposita federa antiacaro. Nel caso degli animali domestici è possibile scegliere quelli meno allergenici (il cane lo è meno del gatto e del coniglio), è utile lavarli frequentemente, limitarne il contatto soprattutto nelle ore del sonno. Per i pollini: evitare di piantumare nel giardino gli alberi più allergenici (betulle, olivi e cipressi), segnalare all’autorità la presenza di infestanti allergeniche quali parietaria e ambrosia in luoghi pubblici, evitare attività intense all’esterno nei giorni in cui i calendari pollinici segnalano le concentrazioni più elevate.

Il contenimento dell’esposizione comporta anche la necessità di intervenire sull’igiene personale: il lavaggio nasale quotidiano consente di mantenere integro un organo che svolge un’importante funzione di filtro, lavare i capelli prima del riposo notturno evita di traferire sul cuscino e quindi di respirare il polline raccolto durante la giornata, l’impiego di mascherine limita l’esposizione ad agenti allergenici durante le operazioni di spolvero o l’attività fisica intensa all’esterno.

La stessa terapia iposensibilizzante (i cosiddetti vaccini) pur non essendo una misura di prevenzione primaria agisce anche impedendo l’ampliarsi delle sensibilizzazioni e così operando blocca un meccanismo di evoluzione e aggravamento della malattia (la “marcia allergica”) che nessun farmaco è in grado di attuare.

 

LE PRINCIPALI PRESTAZIONI

Visita allergologica € 80
Visita allergologica di Controllo € 60
Visita allergologica e prick test € 110

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Mario Previdi - ex primario Policlinico MI - Libero professionista

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